<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>&#34;La scrittura meridiana&#34;</title>
	<atom:link href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com</link>
	<description>Rivista di letteratura intermediale</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Jan 2012 14:52:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='lascritturameridiana.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>&#34;La scrittura meridiana&#34;</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/osd.xml" title="&#34;La scrittura meridiana&#34;" />
	<atom:link rel='hub' href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Le metafore narrative ne &#8220;I Nostri Antenati&#8221;  di Italo Calvino di Giuseppe Lagrasta</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/12/26/le-figure-della-narazione-in-italo-calvino-di-giuseppe-lagrasta/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/12/26/le-figure-della-narazione-in-italo-calvino-di-giuseppe-lagrasta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 11:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica letteraria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2444</guid>
		<description><![CDATA[Le metafore narrative ne &#8220;I Nostri Antenati&#8221;  di Italo Calvino di Giuseppe Lagrasta Nel nuovo millennio, chissà, forse, un giorno…una folla di metafore ci apparirà, improvvisa&#8230;. Premessa La narrazione, in Italo Calvino,  scrittore ormai consacrato del Novecento internazionale, generalmente si sostanzia attraverso apologhi, autobiografie fittizie, descrizioni, &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/12/26/le-figure-della-narazione-in-italo-calvino-di-giuseppe-lagrasta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2444&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Le metafore narrative ne &#8220;I Nostri Antenati&#8221;  di Italo Calvino</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">di Giuseppe Lagrasta</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Nel nuovo millennio, chissà, forse, un giorno…una folla di metafore ci apparirà, improvvisa&#8230;. </span></strong></p>
<h4 style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Premessa </span></strong></h4>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La narrazione, in Italo Calvino,  scrittore ormai consacrato del Novecento internazionale, generalmente si sostanzia attraverso apologhi, autobiografie fittizie, descrizioni, implosioni ed esplosioni speculative, microstorie, figure e figuranti, protagonisti e antagonisti, realtà sognata e realtà immaginata, magìe e discrasie, scene e rappresentazioni, nebbie e dissolvenze, trasparenze e opacità; figure che, da un canto, si trasformano in “inesistenze”, “dimidiamenti” , “rampantità” e, dall’altro, assumono sembianze di memorie, reti di pulviscoli, destini che si incrociano, alfbeti interiori che si intrecciano, polveri trasparenti, oppure  sbiadite, cariche di opacità che trasformano continuamente le collezioni private e pubbliche. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">1. Il riconoscimento del valore dell&#8217;esperienza</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Tra pause e adagi, tali figure, spesso, si nutrono di suoni, di parole, di metafore e di allegorie, di linguaggi, di critica e di dialettica allertate da sospensioni di senso; il lettore così viene avvinto nella rete del dialogo e e del confronto, indotto all&#8217;analisi delle emozioni e delle passioni, sostenuto nell&#8217;esplorazione dei sentimenti e delle conseguenti decisioni e azioni, supportato nel riconoscimento dei limiti delle passioni, interessato al riconoscimento dei vissuti e delle esperienze dei protagonisti. (1) I valori letterari che Calvino ha indicato per il futuro Millennio sono ben dscritti e raccontati nelle<em> &#8220;Lezioni Americane&#8221;  </em>(2) e supportano il lettore nel percepire con razionalità il futuro prossimo; infatti sia gli aspetti che contraddistiguono le analisi esplicitate nelle <em>&#8220;Lezioni Americane&#8221;</em> sia il frutto delle sperimentazioni che provengono dall&#8217;iper &#8211; romanzo <em>&#8220;Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore&#8221;  </em>indicano le priorità che lo scrittore ligure analizzava in quel determinato momento storico.  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Le indicazioni dello scrittore ligure rispetto ai modelli di narrazione sono stati molteplici e articolati; la precione della mappa rappresentata ne <em>&#8220;Il castello dei destini incrociati&#8221;</em> (3) dà ulteriore conferma degli itinerari stilistici che Calvino andava costruendo in un periodo in cui in Italia la crisi del romanzo avanzava in modo  vertiginoso sottolineando come la proposta estetica del Gruppo &#8217;63 non accertava che pochi buoni frutti.  Occorre sottolineare come la narrazione calviniana sia sempre compatta e coerente come ci conferma M. Barenghi che scrive &#8220;la coerenza infatti, con le sottese connotazioni di sostanza, di coesione, di connessione ( se non esattamente di consistenza e di stabilità) si prestava a bilanciare  le implicazioni centrifughe dei cinque temi precedenti, che nell&#8217;insieme delineavano una vocazione alla mobilità, all&#8217;agilità, al cambiamento atta sì a eludere  o a smascherare l&#8217;inerte opacità di un reale informe e degradato, ma di per sè incapace di contrapporvi una forma non negativa di persistenza&#8221;. (4) </span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">2. Costruzione di senso e de- costruzione di significato</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Italo Calvino costruisce e decostruisce il tessuto narrativo delle sue opere (2), come, un tempo, Penelope, le sue attese narrative e autobiografiche. le aprole &#8211; immagini in questo continuo rincorrersi, si assottigliano, si affilano si dispongono come lame di coltello. Lo scrittore, mediante le sue figure narrative sottopone il genere umano ad una inchiesta dolente e pensierosa; l’indagine, quindi, si muove tra diversi piani e livelli di interrogazioni. La discorsività si apre a frontiere tra educazione e atteggiamento, tra dispersione delle forme e ritrovamento della memoria del passato. Autobiografie, isotopie, allontanamenti e attraversamenti. calvino, maestro del antastico e del sublime, della leggerezza e della molteplicità  conta di sedurre il lettore, lo abbraccia a sè, lo involge e lo es &#8211; prime; lo scuote e lo annega  e il diverimento si allinea su altri spazi, su destini incrociati e su destini che convivono con &lt;&lt;il pathos della distanza  (C. Cases) &gt;&gt;.  </span><span style="color:#0000ff;">“Il millennio che sta per chiudersi – scrive Calvino – ha visto nascere ed espandersi le lingue moderne dell’occidente e le letterature che di queste lingue hanno esplorato le possibilità espressive, cognitive ed immaginative”. Il gioco dei rimandi si amplia, il mito assuge a narrazione visiva, in cui la molteplicità dei significati e delle matafore si attualizzano in esempi di contemporaneità vivente, in attualizzazzione dell&#8217;esserci e dello &lt;&lt;stare in, tra, fra, per&gt;&gt;. A chi giova disseminare i dubbi e le incertezze sulle capacità di Calvino di giocare su piani diversificati, evidenziando i limiti della sua narratologia ?  Noi crediamo che gli spunti critici per &lt;&lt;attualizzare &gt;&gt; Calvino nel panorama della letteratura internazionale ci siano tutti, considerando, peraltro, l&#8217;approfondimento critico considerevole che si riscontra sul piano della critica. Noi vorremmo che le opere di Italo calvino fossero maggiormente diffuse tra i giovani facendone riscoprire quell&#8217;arte combinatoria che gli eventi multimediali, alcuni strettamente superficiali e ierativi, hanno fatto dimenticare. Spetta ai formatori, rispartire dalla grande lezione dei classici, per giungere alla convreta riscopera della poetica e  della narratologia calviniana. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em><span style="color:#0000ff;">3. Il linguaggio, i linguaggi</span></em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I linguaggi potenziali posti in essere nella letteratura del ‘900, quindi, hanno consentito di esplorare le possibilità espressive e in Calvino, la forma della scrittura esplicitata tra narrazioni brevi, romanzi e racconti, saggi e articoli giornalistici ha investigato sia le possibilità espressive che cognitive e immaginative. Continua Calvino: “ E’ stato anche il millennio del libro, in quanto ha visto l’oggetto – libro prendere la forma che ci è familiare. Forse il segno che il millennio sta per chiudersi è la frequenza con cui ci si interroga sulla sorte della letteratura e del libro nell’era tecnologica cosiddetta postindustriale”.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">4. Gli strumenti umani di Italo Calvino </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La scrittura e le forme della narrazione sono gli strumenti d’eccellenza che pongono le fondamenta per riflettere, pensare, comunicare, dialogare &#8211; insieme e con &#8211; il prossimo in una società complessa fatta di derive e di precarietà esistenziali, di destrurazioni, entropie, cadenze d&#8217;inganno. I primi dieci anni del nuovo Millennio, con le manifestazioni violente tra le persone, con le guerre mostruose che si combattono quotidianamente hanno evidenziato come il cammino sia irto di buche e di trappole e tagliole. Né il futuro è facilmente prevedibile, almeno, a breve termine, sulle opportunità che le violenze possano terminare. Il senso e il significato dell&#8217;umano, deve essere ricordato continuamente; le spinte verso le lacerazioni &#8211; distruzioni verso il  &lt;&lt;sistema uomo&gt;&gt; dovranno essere prevenute e codificate, interrotte nella continuità  della ferocia e del dolore. Perchè, questo continuo, immediato lascito da offrire alla future generazioni ? L&#8221;insegnamento di Calvino è stato quello di sperimentare e innovare; anche attraverso la testimonianza viva del proprio essere e del proprio esserci. ombattendo le derive provocate dall&#8217;inferno quotidinao possiamo rilevare ciò che è improvvistao ed entropico e ciò che può essere materiale di riflessione e di conversazione, costruttive.  Fino a quando i piani di narrazione non convergeranno tra i dati della realtà e i dati della rilfessione, il disordine si impadronirà delle menti umane del tempo e dello spazio.     </span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">5. Le dissolvenze dei livelli di narrazione</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Il tempo è inconsiderato, per Calvino il tempo, la sua asseganzione, il destino che ce lo rimanda e ci dice quando vivremo fino a quando come e perchè, lo scrottore ligure lo apparenta al comico, al riso e alla devastante cosmicità dolorosa del tempo umano. I discorsi, le conversazioni, il mutusmo, le indagini di spettaori incompiuti, il dolore di essere e di non essere, gli appostamenti per essere versi assassini di noi stessi; a chi giova lo strepitoso gioco delle ipotesi narratologiche di Calvino ? Senza dubbio alla scienza letteraria e alla scienza narratologica, poi al gusto estetico del leterario offrendo al lettore il piacere di leggere, e ai futuri scrittori far scoprire attraverso al lettore di <em>Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore (</em>Einaudi, Torino, 1979) le diversificate forme sperimentate e sperimentabili del romanzo. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Note</span></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">1. <em>Il presente contributo affronta lo sviluppo che assume l&#8217;so delle figure metaforiche presenti nelle opere di Italo Calvino dedicate alla letteratura per ragazzi.  In tal caso, ci si propone di affondare l&#8217;analisi delle metafore presenti nella trilogia degli antenati che ben si caratterizza come opere dedicata alla letteratura per ragazzi. senza sminuire il compito della comunicazione narrativa presente nelle altre opere di Calvino come per esempio Il sentiero dei nidi di ragno, la Trilogia rappresenta una forma convincente finalizzata alla trasformazione di metafore narrative in metafore di significato sociale innervate a dimensioni strategiche rappresentanti sia il gioco dell&#8217;avventura che della ricerca - scoperta attraverso i nodi esperienziali. Il mondo adolescenziale rappresentato dallo scrittore ligure affascina, seduce, incanta; perchè ? Succede che attraverso gli specifici della narrazione il discepolo di Vittorini e Pavese esplicita quegli elementi che caratterizzano lo spirito della vita adolescenziale non trascurando di esprimere con insistenza un richiamo alla responsabilità degli adulti.  </em></span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><em>2. </em>I. Calvino<em>, Lezioni Americane, </em>Garzanti, Milano 1988. </span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">3. I. Calvino, <em>Il Castello dei destini incrociati, </em>Einaudi Torino 1973.</span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">4. M. Barenghi, cit. in D. Scarpa, <em>I. Calvino</em>, Bruno Mondadori, Milano 1999.</span></h5>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><em>5. L&#8217;arte della narrazione di Italo Calvino è un esempio di costruzione stilistica limpida e trasparente; i giochi rappresentativi dei diversi piani impongono al lettore una modalità di esplorazione attraverso un continuo slittamento di piani cognitivi; la dissonanza cognitiva, l&#8217;adozione specifica di determinati straniamenti e dissonanze provoca l&#8217;immaginazine del lettore e lo seduce. la notizia, l&#8217;indizio, l&#8217;elemento connettivo, la discontinuità sono tutti elelmenti  che coinvolgono il lettore in una serie di avventure dissonanti; se il discorso si apre ad inovazioni stilistiche è nel gioco degli assi combinatori  che è possibile rinvenire le teacce per future oscillazioni di senso.</em></span></h5>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/saggistica-letteraria/'>Saggistica letteraria</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2444/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2444&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/12/26/le-figure-della-narazione-in-italo-calvino-di-giuseppe-lagrasta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Indagine sui mercati. In forma di parole di Giuseppe Lagrasta</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/20/indagine-sui-mercati-in-forma-di-poesia-di-giuseppe-lagrasta/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/20/indagine-sui-mercati-in-forma-di-poesia-di-giuseppe-lagrasta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 11:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2237</guid>
		<description><![CDATA[INDAGINE SUI MERCATI. In Forma di parole    di G. Lagrasta     I   Gli eroi  dispersi     Quei pochi, dispersi. Asserzioni sulla situazione della casa marina inquinata. Eterni. Quei pochi, dispersi. Riconoscimenti delle ombre marine. Eterne&#8230; Eterna. Acqua. Si, &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/20/indagine-sui-mercati-in-forma-di-poesia-di-giuseppe-lagrasta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2237&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><span style="color:#0000ff;">INDAGINE SUI MERCATI. In Forma di parole  </span></address>
<address> </address>
<address><span style="color:#0000ff;">di G. Lagrasta</span></address>
<address> </address>
<address><em></em> </address>
<address><em><span style="color:#0000ff;">I</span></em></address>
<address><em></em> </address>
<address><em><span style="color:#0000ff;">Gli eroi  dispersi</span></em></address>
<address><em></em> </address>
<address><em></em> </address>
<address><em></em><span style="color:#0000ff;">Quei pochi, dispersi. Asserzioni sulla situazione della casa marina inquinata.</span></address>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Eterni. </span><span style="color:#0000ff;">Quei pochi, dispersi. Riconoscimenti delle ombre marine. Eterne&#8230;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Eterna. Acqua. Si, ma a ciascuno il suo. Non annegando&#8230;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">II</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Anche loro. Pochi. Dispersi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Nel canto delle sere arse del fiume. Le anse a forma di cuore.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Nascondevano la forma della sorte. Pochi dispersi. Tanti eroi sconosciuti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Lavorare la terra, raccogliere i semi, il grano, le disperazioni. E poi a donne.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">III</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Cosa vendere ora sul mercato obsoleto delle parole ? </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">IV</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Piccola parte di risorse </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">disponibile per acquistare i rifiuti della umana terra. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I libri offerti a pochi euro. 1 euro per un Kafka d’annata. Uno per Svevo,  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">senza coscienza e con il ricarico delle spese per le molte sigarette un Salinger </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">e due Roth gratis con l’obbligo di leggerli attentamente. Due euro per un Manzoni d’annata,</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Un Codice di Leonardo da Vinci, mende leggere alla copertina piccole fioriture ma  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">da conservare in una teca appesa all’entrata di casa Leopardi. Pochi spiccioli </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">per un Racine e per un Costant. O Toqueville pieno di umanità e riflessioni </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">sulla società, natura e cultura. E un Rousseau gratis ? Perché no ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Dopotutto una biblioteca qualunque possiede sempre un senso. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Gratis un Orwell per giovani rivoluzionari. Va bene certo, senza discriminazioni temporali.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">E forse stiamo dimenticando Italo Calvino con il suo viaggiatore </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">e il Valery con Monsieur Teste che si divertiva a declinare la forma della mente </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">con immagini fatte di parole. D’amore per la vita e per la lotta organizzata contro la morte.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">VI</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Oggi vendono anche le stelle. Una parte di stella morta in omaggio.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Poi&#8230;Un quarto di luna per pochi spiccioli&#8230;e si conquista l’eternità.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La polvere delle pietre lunari nasconde il veleno per essere immortali.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A ciascuno la sua.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">VII</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Non si possono contare le dimenticanze nel rispetto della luce di libertà.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Peccato che non c’è un albo professionale che elenchi la qualità delle azioni fatte dagli eroi </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">e conoscere le cause della loro morte. Bisognerebbe avviarlo. Per esempio:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">E’ morto di vecchiaia&#8230; è morto in guerra, la seconda, l&#8217;altro è</span><span style="color:#0000ff;"> morto per lavoro. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Un altro ancora Morì perché lo dimenticarono al sole in una automobile</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">In un giorno di luglio. Abbracciato al suo orsacchiotto attese invano il suo papà.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Se verrà di nuovo alla vita, quella vita dimenticata non avrà gli occhi né di suo padre né di sua madre.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Ma soltanto gli occhi di un dio benevolo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">VIII</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Per ognuno, un poco di quel ciascuno che rimane.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">2.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#0000ff;">Indagine sul mercato</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Le foglie sono ricamate i fiori sono colorati. I fiori costano molto</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">In questi giorni. A piazza dei fiori i fiori sono cari come sono care</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Le betulle e le rose ma per pochi spiccioli si possono acquistare delle spine.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Un mazzo lo danno in omaggio per chi volesse una dispensa o una riserva</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Da usare in tempi rissosi. A ciascuno il suo. Anche se ormai si vende poco e di tutto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">un pò senza essere biasimati per la mancanza di acqusiti in omaggio. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">II</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Sceso dal treno. Uscito dalla stazione. Giornalai regalavano quotidiani.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Immagini attuali come pure le notizie. Ma alcune erano in omaggio. Sorrisi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A ciascuno il suo giornale quotidiano, le ferite, però, sarà difficile, dimenticarle.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">III</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Il fiore all’occhiello. Il cipresso inanellato. Il leone furfante, guaiva.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La spina nel fianco della giraffa, si mordeva la coda e il dolente ramarro</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Sognava il sole sotto le stelle nell’autunno tra le case matte. Si compravano</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Anche guerrieri attici, finestre antiquariato splendido, achei in terracotta, vasi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Di pandora disinfestati, occhiali usati dai menestrelli per accordare gli utensili</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Dei fannulloni, i beoni si cimentavano in sorrisi aperti e sbadigli dinoccolati.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I lestofanti cavalcavano la tigre e sfottevano gli elefanti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Anche quest’anno ci sarà la corsa a salire sul carro dei vincitori.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">IV</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Quattro demoni tarchiati e un diavolo invecchiato. Aggrappati alla schiena</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Di uno scimpanzé sognavano il ritorno del Re.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I misfatti, misteri per un sogno mai realizzato. L’anello magico alle finestre,</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">gli acquisti di schiavi da far vivere nella zona grigia, i doni</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">di natale ai miseri orfanelli della guerra di mafia. Le vedove vanno scalze.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A ciascuno il suo anche d’agosto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">VI</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Il dove, il come, il quando e il perché è opportuno conoscerlo per visitare</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La dimora del re e se il re fosse andato via potrebbe risarcirci con la sua malinconia.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Lo spettacolo che abbiamo visto è al primo atto. Il secondo al primo caldo di aprile</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Nell’approssimarsi di giugno e delle sue storie di vanità terrestri, il terzo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#0000ff;">3. </span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#0000ff;">La galleria </span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Si vendevano cigni bianchi, si acquistavano  marionette di latta,</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">c&#8217;erano giostrine di granoturco, fiocchi d&#8217;avena invecchiati.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Gli acquirenti compravano le birre ad occhi chiusi. Le vuote</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">bambole di stracci innamorate dei pagliacci sostavano solitarie</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">sull&#8217;uscio del venditore di castagne. Le magagne del mercato dei ventagli</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">non venivano fuori e al fuoco il ghiaccio si rompeva in rapide dissolvenze</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">geometriche. Ma i conti non tornavano, le macellerie erano chiuse. L&#8217;aria di festa</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">covava nel forno per fare pizze artificiali. I guanciali erano stesi al cielo. Le porte</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">dei mercati erano di pasta frolla e la genuinità delle carote faceva il resto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Del resto il pesto costava un minimo il testo di carta era dissolto tra cifre</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">numeri didascalie e lo offrivano di tanto in tanto a chi finalmente</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">riusciva, tra la ressa dei burattini di ceramica a raggiungere la cassa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Dimodochè a ciascuno spetta il suo barattolo di cieca marmellata.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">E le mille foglie da donare alle chieriche della luna. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">II</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Un tempo gli specchi erano preposti a catturare la vanità dei clienti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Un tempo gli sprechi si divertivano a dormire sui divani dei potenti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Le lenzuola di fieno  e il letto di paglia. I cani attorniati dai padroni</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">e la festa senza battito di ciglia degli astanti cominciava. Le portate</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">erano risentite per le paste di panna secca e di mele cotogne. Le spugne</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">assorbivano poco a causa dei gas di scarico della cucina che affumicava di legno</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">nerofumo gli invitati seduti alla mensa dei reduci dalla guerra del golfo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I sapienti erano distratti dalle portate di burro spalmate sulla faccia oscura della luna.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A chi spetta consumare questi strani rifiuti non addomesticabili come gli animali</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">del piccolo principe ?  A ciascuno la sua con la possibilità di scoprire la verità.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">III</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I piccoli della iena avevano  imparato l&#8217;alfabeto e leggevano anche l&#8217;abbecedario.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Amavano i verbi d&#8217;azione e gustavano le figure di caccia dedicata ai piccoli che pascolavano nel bosco.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">IV</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La perdita delle aree dedicate alle rappresentazioni del circo sono state recintate.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Le giostre hanno perso il peso educativo. I rantoli dello zoo non interessano nessuno.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Si aprono i banchi del pegno e le arcate sopracigliari sono svogliate, non credono</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">nell&#8217;arrivo della primavera dopo l&#8217;autunno. Si vende anche una minima parte dell&#8217;inverno.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">E&#8217; possibile  acquistare una piccola percentuale di fine luglio. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I venditori di odori si sono appartati. Partecipano alla gara di appalto per governare  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">lo zoo municipale, il laghetto di rifiuti, i nipoti orfani dei vecchi spazzacamino, le scarpe</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">fatali di pippicalzelunghe la gestione complessa del naso di Pinocchio, una unità</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">di ortopedia per salvaguardare la struttura ossea della Balena Bianca. Vorrebbero vincere</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">l&#8217;appalto anche per la manutenzione di un numero minimo </span><span style="color:#0000ff;">di forni crematori in disuso.  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"> L&#8217;importante è seguire i processi interni alle strategie dell&#8217;innovazione recuperando i debiti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Giovani mercenari crescono  all&#8217;ombra dei loro padroni.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Imbonitori e venditori si apprestano a prendere servizio nelle stanze del mercato</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">oscuro chi spera di essere venduto chi acquistato chi perplesso viene rispedito al mittente</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">il nero del pesce lesso non piace a nessuno e i maghi che allattavano gli alberi dei fichi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">si sono allontanati precipitosamente, avvezzi come sono alla fuga. Le Veneri sono in stallo</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">per la mancanza di appuntamenti e i camerieri stanchi servono bollito di pastina ai bagnanti in calvizie.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Soggetti tutti ad intolleranze alimentari ci abbandoniamo al sonno, sotto le pinne degli squali.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">4.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#0000ff;">Dialogo  tra due soldati  </span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: abbiamo fatto di tutto</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: Sì</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: venduto roba usata raccolti stracci</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: portate le pecore a passeggio</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: spaccate pietre</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: frantumati i frantoi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: svernato al sole della siberia, in vacanza</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: gioito per la coppa del mondo</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: abusato della raccolta di castagne</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: Ah, quante castagne tolte dal fuoco</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: supinamente abbiamo fatto voto </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: di giustizia</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: supinamente abbiamo fatto voto</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: di libertà ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: quasi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: volenti o nolenti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: abbiamo vinto la battaglia del pallone</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: e questo per il momento basta ? </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: ci tocca andare avanti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: la pasta, il carbone, il fil di ferro</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: il companatico, il pomodoro,</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: la carne e la licenza di scrivere</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: di scrivere ? Cosa dici ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: la parola è il pane di tutti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: dici ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: non il pane ma la parola per tutti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: forse il pane e anche la parola per tutti può essere ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: poco pane ma molte parole per tutti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: licenza dicevi e di che ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: di usare le parole per dire quello che noi siamo stati&#8230;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: persi nell&#8217;alba degli anni cinquanta del secolo scorso</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A:  a guardare l&#8217;ingrassamento dei ruspanti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: senza scomodare le ruspi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: senza scomodare i martelli&#8230;pneumatici</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: per il cambio dell&#8217;olio nella stiva</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: prima che la nave affondasse</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: e qui</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: cosa si fa</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A., V; : aspettiamo Polò.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#0000ff;">Seconda parte</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: lasciamo stare gli entusiasmi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: ma sei stato sempre un entusiasta</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: lasciamo stare, lasciamo&#8230;di entusiasmi si muore </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: come !</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: tu hai fatto la prima guerra nondiale</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: e io la seconda</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Voce fuori campo:  io la terza</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: la terza</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: uno sbaglio</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: un errore</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: i soliti errori</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: dei soliti ignoti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: è vero&#8230; nessuno dei morti parla, ha la possibilità di parlare</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: lo sai&#8230; i morti non parlano</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: i morti non parlano</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: mai</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: nè possono dire la verità</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: mai</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: anzi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: nel silenzio</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: sono addormentati per sempre</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: nel silenzio</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Voce fuori campo: nel silenzio assoluto</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: e chi ha sbagliato ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: non paga non ha mai pagato</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A. sbalorditivo</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">: sbalordi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A. balordi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">v: andammo in guerra</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: tu in spagna</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: io in albania</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: e poi ci trovammo a bere vino</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: su uno scala di via san benedetto</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: a trent&#8217;anni con i bimbi da sfamare</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: e il padrone di casa che chiedeva la pigione</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: la che ? </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: la prigione</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: la prigione</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: la prigione</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: la prigione</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A. tu non sai le cose passate</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: malate silenziose</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: tu non sai delle parole operate</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: chiuse nella bocca</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">a: mute</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: senza sapere</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A. cosa il petto nasconde e cosa succede fuori lì nei campi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: e la luce non avrà fine </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">a: e tutti gli errori</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Voce fuori campo: quelli inventati e quelli accaduti e quelli omessi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: la tua libertà dov&#8217;è la libertà</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: e basta con questa vita che chiede libertà</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: prima guerra mondiale</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: seconda guerra monddiale</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Voce fuori campo: terza guerra mondiale</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Bucarest, il muro di Berlino, Gorbaciov, Solidarnosc </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: tu lasci tu mi lasci al sonno, ma non voglio dormire</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: io voglio vivere e faccio fatica a dormire il sonno che voi e tu e altri hanno voluto</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">voce fuori campo: basta sonno basta  dormiveglia basta diamoci la sveglia</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: non attendere non attendiamo più andiamo verso il sole verso la stella </span><span style="color:#0000ff;">perfetta</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">ideale persa e ritrovata  tra gli odori delle castagne e il feretro dell&#8217;eroe</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: non siamo morti d&#8217;amore ma voglia morire per continuare ad essere continuamente </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">svegli eterni </span><span style="color:#0000ff;">nella lotta e nella gioia</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: ma tu cosa racconti dal basso delle tue polveri mentali cosa solleciti cosa chiedi a chi dorme ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: chiedo che si sveglino come ci siamo svelgiati noi a caporetto alle fosse ardeatine </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">ad Auschwitz con Primo Levi e Etti Hillesum </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: ma i tuoi sogni sono sbagliati sbagliati</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A: perchè ho voglio di giocare al gioco di liberare dal giogo? </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">V: ti ricordi quando giocavamo a libero libero ai quattro cantoni ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">voce fuori campo: guerrieri non perdiamo le coordinate per vincere nella libertà </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">perchè stiamo perdendo stiamo perdendo&#8230;la passione&#8230;verso la libertà&#8230;!</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Giuseppe Lagrasta</span></p>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/poesia/'>Poesia</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2237/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2237&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/20/indagine-sui-mercati-in-forma-di-poesia-di-giuseppe-lagrasta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Viaggio con figure nelle fiabe italiane di Italo Calvino, recensione di G. Lagrasta</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/viaggio-con-figure-nelle-fiabe-italiane-di-italo-calvino-recensione-di-g-lagrasta/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/viaggio-con-figure-nelle-fiabe-italiane-di-italo-calvino-recensione-di-g-lagrasta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 18:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2216</guid>
		<description><![CDATA[AA. VV., Viaggio con figure nelle fiabe italiane di Italo Calvino,  Editrice  Compositori, Reggio Emila 2011. Il gioco delle figure  nella narrazione fiabesca di Italo Calvino recensione di Giuseppe Lagrasta La struttura bilingue del presente volume è accattivante, ricca di immagini e &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/viaggio-con-figure-nelle-fiabe-italiane-di-italo-calvino-recensione-di-g-lagrasta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2216&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#0000ff;"><em>AA. VV., Viaggio con figure nelle fiabe italiane di Italo Calvino</em>,  Editrice  Compositori, Reggio Emila 2011.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Il gioco delle figure  nella narrazione fiabesca di Italo Calvino</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">recensione di Giuseppe Lagrasta</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La struttura bilingue del presente volume è accattivante, ricca di immagini e di figure seduce lo sguardo dei bambini e rende accattivante la lettura per gli adulti distratti. la composizione strutturale dell&#8217;opera che esaminiamo, rompe con le classificazioni commerciali di tanti libri di lettura per l&#8217;infanzia in quanto approfondisce  e valorizza i linguaggi interdisciplinari. La scuola, se vuole imprimere forza e approfondimento al curricolare deve, innanzitutto, concertarsi sull&#8217;interdisciplinare e connettersi quotidianamente al multidisciplinare, soltanto a queste condizioni, e senza mutevoli improvvisazioni, sarà possibile guadagnarsi la fiducia degli allievi. Il libro <em>&#8220;Viaggio con figure nelle fiabe italiane di Italo Calvino</em>&#8221; scritto da diversi autori, crea una frattura strutturale tra quelle  narrazioni astratte, prive di senso e mortificanti per la letteratura di inizio secolo, (invasi da linguaggi non sempre interpretabili che comportano senso di fastidio per la trattazione di argomenti a tratti  fuorivianti, spesso diseducativi, portatori di senso e di significato dissonanti rispetto all&#8217;educativo), rendendo importante il linguaggio aperto dellel educazioni multidisciplinari ricordandoci come sia, da un lato, motivo fondamentale per catturare l&#8217;attenzione dei giovani lettori e dall&#8217;altro, sia necessario puntare all&#8217;educazione alla lettura mediante la scoperta di stili di pensiero plurali, e anticipatrici di educazione alla creatività. <em>Il volume che è stato pubblicato, bilingue (italiano/francese) è un voyage illustrè danse le contes italiens d&#8217;Italo Calvino,  con le introduzioni di Massimo Mezzetti, Giuliana Barigazzi e Giulio Santagada, capace di distoglierci dalle vaghe operazioni che si definiscono creative facendoci immergere in un modo di segni, cifre, colori, figure, metamorfosi linguistiche che rendono le fiabe dello scrittore ligure ancora più dolci, sinuose, fiabesche e meravigliose</em>. Nel testo di apertura A. Faeti pone l&#8217;attenzione sulle &lt;&lt;fiabe volute da Calvino per il suo &#8220;Millennio&#8221;, (cfr. il volume  in cui Calvino raccolse le fiabe italiane traducendole dal inguaggio orale in lingua scritta) è straordinario proprio perchè risente della sofferta convivenza con la tentazione cui ha alluso. C&#8217;erano nell&#8217;intero patrimonio le fiabe alla Callois, ma Calvino  ha scelto solo fiabe che gli rammentano il &#8220;pranzo del pastore&#8221;&gt;&gt;. Al Liceo di Sanremo  &#8211;  mi raccontò una volta &#8211; narra Faeti, i compagni di classe gli dicevano: &lt;&lt;tu sei protestante, per forza, ti chiami Calvino&#8230;&gt;&gt;. E allora un rigore calvinista &#8211; pieno di tentazioni luterane -  si scontra con forze, dirupi, giardini, fontane segrete. Quel rigore consente di accogliere, di scegliere bene: nella sua raccolta appare ciò che è diverso da lui, ciò che gli rammenta la sua condizione di scrittore &#8220;tentato&#8221;, ciò che lo allontana dal realismo magico, per esempio, ma consente di produrre quel lancicnate capolavoro che è la riflessione finale sullo <em>&#8220;zio acquatico</em>&#8221; nelle <em>Cosmicomiche (1).</em> (p. 15) Un volume perfettamente riuscito, sia dal punto di vista della scelta delle immagini che dei commenti alle favole e alle immagini  e ai luoghi della memoria fiabesca calviniana. Le immagini, di rara bellezza, degli illustratori presenti nel libro sono accompagnate da indicazioni di regioni geografiche italiane da cui lo stesso Calvino prese spunto per costruire il volume delle <em>Fiabe Italiane</em> che poi ha pubblicato nei <em>Millenni</em> Einaudi nel 1956 (2)  con la cura e l&#8217;attenzione degna di una studioso del folklore,  specialista e innamorato della cura dei dettagli è riuscito e tutt&#8217;ora vi riesce con grande maestria, a coinvolgere il giovane lettore mediante un uso di scrittura breve, asciutta e trasparente come quella che intendono i veri educatori alla lettura che si preoccupano di far amare i testi e di far leggere ai giovani e ai bambini nella scuola dell&#8217;infanzia.  A Italo questo libro sarebbe piaciuto e molto, per il piacere che il testo provoca, per la leggerezza delle immagini, per la precisione dei richiami bibliografici, per lo stile che ammalia i bambini, e per la copertina che lo vede ritratto pensieroso, malinconico e gioioso, con le mani nel cappotto gogoliano e una cartellina scura con la raccolta di tutti i suoi cinque sensi che portava, accesi, sempre con sè, illuminato da una luce creativa, responsabile e trascinate spesso imitata da cattivi seduttori della carta stampata. E non solo, sappiamo come Italo Calvino fosse riservato, ritroso aparlare sia in pubblico che in rpivato; oggi, che malinconia non incontrare un testo letterario (ad eccezione di qualcuno) che possa dare stimoli ulteriori alla nostra narrativa di nuovo secolo per animare un vivaio di giovani lettori, educati al silenzio della lettura e all&#8217;ascolto della propria voce interiore, difficile, sappiamo, tra tanto chiasso multimediatico. La scrittura per i giovani, in Calvino, è stata una scelta naturale, ma anche maturata in anni di difficile costruzione della teoria della letteratura italiana che negli anni &#8217;50 del Novecento si andava costruendo. &#8220;A 25 anni dalla morte &#8211; scrive S.  Vitale &#8211; Italo calvino continua a proporci la sua &#8220;lezione invisibile&#8221;: così presente, così puntuale e così acuto, così provocatorio. La sua lezione  è talmente viva  da non iguardare soli i territori specifici della letteratura.  Calvino è entrato nella nostra cultura così profondamente  da coinvolgere, anche suo malgrado, il mondo dell&#8217;educazione. Non solo perchè molti deisuoi testi sono ormai dei &#8220;classici&#8221; nella scuola, ma perchè le sue riflessioni propongono dei costanti valori di confronto e di riferimento critico per le diverse azioni formative e culturali&#8221;. (3) Come si evince, Italo Calvino esprime le linee fondamentali di una ricerca educativa che vuole riapprorpiarsi di territori che spesso nella scuola sono &#8211; a tratti &#8211; scomparsi. L&#8217;educazione alla lettura, alla narrazione, all&#8217;ascolto, il recupero da parte dell&#8217;autore ligure della strategia della &#8220;descrizione&#8221; dimenticata dalla didattica della scuola  non fa altro che sollecitare, provocare,  ponendo l&#8217;altro, il maestro, l&#8217;insegnante ma anche l&#8217;allievo nelle condizioni di operare mediante e attraverso lo spirito critico e riflessivo, rinnovando quel metodo che consentiva di offrire al giovane lettore il desiderio di scoprire il vero senso e il precipuo significato del &#8220;fare letteratura&#8221;. Il presente volume rappresenta, nella sua articolata valenza educativa, la sintesi della pluralità, l&#8217;arricchimento della molteplicità, la parola che assiste l&#8217;immagine e l&#8217;immagine che si fa parola, linguaggio, suono &#8211; colore, significato, polisemanticità, sinfonia che sprigiona dalla parola muta quando ritrova la possibilità che va dall&#8217;afono all&#8217;urlo sentito che sale dal profondo della propria terrestricità ma anche spiritualità.  </span></p>
<p style="text-align:justify;"> <span style="color:#0000ff;">Note</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">1) I. Calvino, <em>Le Cosmicomiche</em>, Einaudi, Torino, 1965.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">2) I. Calvino, <em>Fiabe Italiane</em>, Einaudi, Torino 1956.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">3) S. Vitale, <em>Lezioni Invisibili. Italo Calvino e l&#8217;educazione, in ècole, Quaderni per l&#8217;educazione,</em> Supplemento al n. 78, Ottobre 2010, Cemea del Piemonte, Torino. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"> Giuseppe Lagrasta </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"> </span></p>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/recensione/'>recensione</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2216/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2216&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/viaggio-con-figure-nelle-fiabe-italiane-di-italo-calvino-recensione-di-g-lagrasta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La bottega della luna e i fantasmi poemetto di Giuseppe Lagrasta</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/2213/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/2213/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 18:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2213</guid>
		<description><![CDATA[LA BOTTEGA DELLA LUNA E I FANTASMI Giuseppe Lagrasta Bardulos I La luce che sprona i tumulti Nell’arena è una spada tersa di fantasmi Offerta in dono a uomini vuoti e distratti. Che ad altri eccessi attendono Prima dell’ultima insana &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/2213/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2213&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA BOTTEGA DELLA LUNA E I FANTASMI</p>
<p>Giuseppe Lagrasta</p>
<p>Bardulos</p>
<p>I</p>
<p>La luce che sprona i tumulti</p>
<p>Nell’arena è una spada tersa di fantasmi</p>
<p>Offerta in dono a uomini vuoti e distratti.</p>
<p>Che ad altri eccessi attendono</p>
<p>Prima dell’ultima insana inumana tragedia.</p>
<p>II</p>
<p>Divinità eterne defunte ormai</p>
<p>Appaiono su strade d’acque false mentre i demoni</p>
<p>Divinano le sorprese dell’autunno e dell’inverno.</p>
<p>Ma i fantasmi non ci stanno si attendano</p>
<p>Nelle piazze prima di sferrare l’ultima battaglia.</p>
<p>II</p>
<p>Si allontanano, tentano di allontanarsi dalla dimora d’affezione</p>
<p>rifiutando il destro offerto dalla terra nera</p>
<p>E vanno giocando a scacchi su tavoli di cristallo</p>
<p>Tra Freddi bastioni e membra umide di pianto</p>
<p>III</p>
<p>Valzer colonne di fumo lenzuola panni bianchi e stoviglie</p>
<p>Rovesciate sul carnevale quotidiano che non lascia requie</p>
<p>Ma i fantasmi persi nella bottega della luna</p>
<p>Soffocati dall’astio delle autorità distratte</p>
<p>in attesa dell’arrivo dei corvi matti ghignano</p>
<p>osservando i colori di un altro giro di giostra</p>
<p>Reperti di lana e stracci</p>
<p>I</p>
<p>Intanto ascoltiamo un carroarmato di bugie.</p>
<p>I distanti chiedono un gioco che non si gioca più</p>
<p>E la democrazia si frantuma nell’azzurro parto via mare</p>
<p>Si chiedono cos’è una bugia ? Ancora è possibile tradirla</p>
<p>Ma mai regalarla.</p>
<p>II</p>
<p>La pista d’acciaio si diverte a schiodare i bambini</p>
<p>Dalle sedie di charlot. Come vedete ci sono troppe vittime</p>
<p>Gratuite a guardare lo spettacolo della loro vita</p>
<p>Che non sarà più.</p>
<p>III</p>
<p>Chi oserà lanciarsi addosso proprio la prima pietra ?</p>
<p>Solitamente partecipiamo numerosi alla posa della prima pietra.</p>
<p>E oggi invece ?</p>
<p>IV</p>
<p>perchè il resto dei fantasmi è chiuso nel castello ?</p>
<p>V</p>
<p>Il resto non fa che il lesto declinare di questo che non è stato</p>
<p>Quello che è innocente quell’altro che non c’era poi alcuni</p>
<p>S’erano visti in cima alle terrazze gli altri sostavano</p>
<p>sui ballatoi era venerdì prima del primo weekend d’autunno</p>
<p>le caldarroste aspettavano la morte delle bambine le signore si mordevano</p>
<p>di pianto il rossetto le parrucchiere di periferia e quelle centrali</p>
<p>erano piene di saputelle e sapevano che quell0 sta lì</p>
<p>e quell’altro gioca a rimpiattino quello mette lo sgambetto a quello</p>
<p>VI</p>
<p>angelo mio defunto racconti a questi di qua dov’è la verità della tua croce e del tuo assassino</p>
<p>A brandelli</p>
<p>I</p>
<p>I picconi erano scansa fatiche e le mastelle di cemento</p>
<p>Erano senza cemento le bimbelle piastrelle ancora a fatica</p>
<p>Restavano appese sulle mura diroccate i senza tetto anticipanti non</p>
<p>Sapevano di lì a qualche ora di rimanere senza tetto</p>
<p>E di lì a poco i parenti non sapevano del tre novembre</p>
<p>II</p>
<p>Il pianista piangeva e sfogliava una margherita di marmo</p>
<p>L’asinello ruggiva non sapendo del marcio delle fondamenta</p>
<p>Chi barriva senza cipria per andare alla festa del sabato</p>
<p>I costumisti del teatro civico preparavano la piazza</p>
<p>con i manifesti e i mattoni rotti in attesa delle autorità</p>
<p>III</p>
<p>Pronto lo spettacolo per rappresentare il grande dolore</p>
<p>Che muto finisce nella terra Oh muto dolore della mente O muta solitudine</p>
<p>paole amare per tutti che nel gorgo scenderemo muti – come disse un poeta – .</p>
<p>IV</p>
<p>Andarono per strade silenti i viventi che non sapevano di vivere</p>
<p>ostentavano carezze su volti di gesso calchi giovani</p>
<p>Ma ormai inanimati dal muro della terra</p>
<p>V</p>
<p>I gridi primi i gridi secondi i gridi terzi i gridi quarti i gridi quinti</p>
<p>Poi le grida nella notte poi l’assolo delle rondini che non faranno</p>
<p>Mai in questi cieli di nuvole eterne giammai una primavera</p>
<p>I gridi sesti e gli archi in ottavo gli sfracelli dei macelli</p>
<p>I gridi noni e i gridi dieci e nessuno s’era mai accorto del rumore</p>
<p>Terreo che cadeva dal cielo in quelle contrade</p>
<p>La bottega della luna ormai senza tetto</p>
<p>ultima zero</p>
<p>la bottega della luna è senza luce</p>
<p>solo il lucore della falce</p>
<p>tiene compagnia ai fantasmi in agonia</p>
<p>e le poche anime che corrono in aiuto</p>
<p>scoprono il muro della terra tamburo di latta</p>
<p>matta giornata di ferro e di alluminio spento</p>
<p>La scrollatura delle fette di terra a melograno scrollando di dosso il collo</p>
<p>La erre che manca è un gioco di dolore a causa del mordersi delle lingua prima</p>
<p>Del giungere silente passo felpato della regina delle tenebre</p>
<p>che attendeva l’errore per fare di donne piazza pulita</p>
<p>a mezzogiorno</p>
<p>Giuseppe Lagrasta</p>
<p>Barletta 28 ottobre 2011</p>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/poesia/'>Poesia</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2213/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2213&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/13/2213/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Cartoline da un luogo lontano, poema in prosa di Giuseppe Lagrasta</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/10/2189/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/10/2189/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 19:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
		
		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2189</guid>
		<description><![CDATA[Cartoline da un luogo lontano di Giuseppe Lagrasta Dediche &#8220;Solitudine, madre mia, raccontami ancora la mia vita&#8221; (O. V. De L. Milosz)- &#8220;Un giocattolo è una trappola per sognatori. Il vero giocattolo è un oggetto poetico&#8221; (C. Simic, Il cacciatore &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/10/2189/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2189&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#0000ff;"><em>Cartoline da un luogo lontano</em></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">di Giuseppe Lagrasta</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><em>Dediche</em></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">&#8220;Solitudine, madre mia, raccontami ancora la mia vita&#8221; (O. V. De L. Milosz)-</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">&#8220;Un giocattolo è una trappola per sognatori. Il vero giocattolo è un oggetto poetico&#8221; (C. Simic, <em>Il cacciatore di immagini</em>).</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">&#8220;L&#8217;istante è la durata più piccola percepita come un tutto dalla coscienza. Suo sinonimo in italiano, è l&#8217;attimo &#8211; l&#8217;indivisibile, l&#8217;atomo. ma in verità l&#8217;istante è diverso, perchè è l&#8217;espressione del distinto, del discontinuo. Si potrebbe dire che è il tempo in assenza del tempo. Non ne è l&#8217;unità, ma il limite. E per questo chiede il suo opposto, il lasso di tempo, senza il quale non lo si potrebbe intendere. Gli istanti si succedono a condizione di porsi fuori gli uni dagli altri, separati da un intervallo, sospesi&#8221; (J. Risset, <em>Il tempo dell&#8217;istante</em>).</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">&#8220;La libertà di parola ha perduto il senso ? &#8221; <em>(Anonimo del Cinquecento</em>).</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">&#8220;Povere immagini senza sguardi e senza visitatori, museo muto colori pallidi e oscuri senza la luce degli occhi&#8221;. <em>(Anonimo del Novecento&#8221;).</em></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><em>Fuori, a caso</em></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">I</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Le concrete evidenze sul terreno della luna lasciano presagire ulteriori viaggi per poter interpretare l&#8217;età del mare della tranquillità e i mostri lunari che di continuo attaccano i fidi dispersi umani.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">II</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Vecchi starnuti tosse, febbre occhi arrossati mani fredde membra irrigidite respiri corti labbra ferite terreni terrei stati corporei di viaggiatori lunari</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">III</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">L&#8217;ascolto delle nubi si scioglie in questioni d&#8217;acqua sorsi d&#8217;aria per betulle soffocate dalla siccità. Il volto della luna disegna passeggeri che salgono e scendono dalle ali di farfalle innamorate spesso spazientite</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">IV</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Nascendo al sole aperte le finestre alla primavera il candore degli occhi bambini saluta il primo giorno di festa</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">V</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Il giocattolo ritrovato saluta immobile con la manina alzata in segno di felicità in un negozio di coriandoli e giocattoli</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">VI</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Le piccole soste sui quadri di de nittis un continuo pensiero di poesia</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">VII</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Abbiamo donato libri fogli scritti immagini giocattoli parlanti saggi sull&#8217;uso dei colori tavolozze tenere di uva amara passioni</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">VIII</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">I posteggiatori sulla spiaggia trovano requie prima dell&#8217;assalto dei bagnanti morti di sonno e di sole nel pomeriggio agostano</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">IX</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">C&#8217;è una scultura giovanile di Giacometti intitolata Il palazzo alle 4 del mattino (1932). Consiste solo di pochi bastoncini sistemati in un ponteggio fuori uso, che il titolo misterioso rende ossessivi e indimenticabili. Giacometti diceva che era una casa di sogno per lui e la donna di cui era innamorato. (C. Simic, Il cacciatore di immagini).</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><em>Le fotografie dimenticate</em></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">I</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">C&#8217;è una fotografia di qualche giorno fa intitolata Il palazzo alle 12 e 29 del mattino inoltrato. Consiste di pietre e tufi, pezze bianche e piatti, un quadro sacro e due crocifissi e il fiato ancora vivo, prima della stanchezza, sotto le macerie. E un rumore sordo, e la terra con il su respiro cupo, che bestemmia per essere diventata spettatrice di uno spettacolo teatrale così drammatico e inusuale.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">II</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Siamo in albergo. ll viaggiatore si avvia verso l&#8217;aereoporto. La luna è in mezzo al cielo come le matrone di Dino Campana.I cigni nel lago come al mattino ancora ora fanno tafferugli e discutono dell&#8217;acqua sporca letto infido anche per gli aironi. Le disfide tra animali continuano. Uscire dall&#8217;albergo ? Nevica sui monti. E qui fa freddo. Sotto il cespuglio dormono un gatto azzurro e un porcospino color ciliegio.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">III</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Il clown è sospeso nel vuoto e fa ridere i bambini che lo guardano da uno schermo lunare. Dopo ilpaesaggio delle prime stelle la luna sospesa tra il buio e la lune si diverte. Come il delfino felice a primavera.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">IV</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Scorci di tempo nel tempo. Seduti sulla panca i bambini guardano il nonno che aggiusta la catena della bicicletta, ormai sferrata. La nonna sull&#8217;uscio di casa guarda nel vuoto del cielo pensando al figlio aviatore. Non c&#8217;è requie negli occhi dei viventi.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">V</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Il tempo è piovoso. Le bambole hanno volti inferociti dal fango che cade dal cielo. Attendono l&#8217;arrivo delle scatole cinesi per salvarsi dall&#8217;onda nuda e fredda come quando ci si spalma la pomata per le mani.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">VI</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Pioggia. la mattina, durante il giorno, il pomeriggio e ogni tanto di sera. la notte la pioggia tace. dalle montagne di neve scendono i lupi. Ci stringiamo al petto delle coperte e sogniamo un altro mare, un altro fiume fuori dalle piogge continue francesi.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">VII</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">E&#8217; difficile non guardare. L&#8217;arcobaleno. il numero 64 dell&#8217;autobus in partenza per ardea colleferro e valmontone. I sogni sono infranti. in cucina la donna francese prepara i formaggi di moulins e meyi. La donna che bacia le vecchie maschere di carnevale: pulcinella, pantalone e godot, l&#8217;amica maschera che indossano tutti. A più tardi almeno tre giorni siamo in partenza.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">VIII</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Le foglie secche di castagno. Le donne che corrono tra i sentieri nel sole azzurro e nel cielo d&#8217;ambra e d&#8217;oro. Le fanciulle in fiore cominciano ad interpretare, senza saperlo, la trama di Madame Butterfly.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">IX</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Il nodo alla gola. La paura di scendere da cavallo. Affrontando la vita della strada. Siamo al palio. Ci divertiamo.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">X</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Nella sala di Picasso hanno fatto chiasso nella stanza di de Nittis hanno preso appunti con il lapis nella sala di giacometti hanno fatto i dispetti nella stanza di de pisis hanno guardato de nittis nella stanza di corot hanno detto oibò ! oibò nella stanza di fattori hanno posto gli ori nella stanza di van gogh tutti hanno sussurato oibò oibò&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><em>Il viaggio nel tempo fermo</em></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">1. A Modane. Siamo fermi. I bambini piangono. Conservate le pentole e i piatti. I diavoli dei dischi 78 giri. Le tpovaglie e il letto di pizzo. Conservate le conserve le marmellate le melecotogne le cieliege e le braci per le castagne in autunno. A modane. Siamo fermi a modane. I gendarmi ci scrutano come bestie. Noi ci controlliamo. Non vogliamo arrenderci. Ci siamo sposati con il sole e con il mare. La luna dell&#8217;istante ci accompagnerà, per sempre.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">2. Non corriamo rischi. pioggia e neve. Thè caldo coperte per la notte biscotti ai bambini. Siamo fermi. Gli oscuri stanno sistemando gli orologi. Il tempo è fermo. Solo l&#8217;istante corre tra i nodi di legno degli scompartimenti e per uttti i vagoni. Siamo ricchi di felicità.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">3. Il bianco recita il bianco il rosso di diverte con il rosso il nero con il nero il carbone, i vetri, le casa i cavalli i cani e le stufe a carbone. Qui sul palcoscenico delle pietre sono fermi tutti mentre nella vigna d&#8217;agoso gli ultimi ubriachi assetati dalla calura notturna chiedono acqua e acqua acqua e acqua. nessuno asolta nessuno. come il nulla quando canta e spaventa tutti.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">4. Il pane ha il colore della fatica e della buona sorte. Il pane come al mare si mastica tra i giochi e le zanzare.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">5. Non ci sono ostacoli. Il laghetto è ghiacciato. Il padre di kafka, prima di addormentarci, ci ha dato lezioni di tango. Le maestre sono felici di sciare sul ghiaccio francese diverso dall&#8217;estate italiana. l&#8217;acqua scorre serena. Il bosco caccia zanzare, cani e cavalli armeni. tra le foglie la luna s&#8217;innamora della sposa latina che sposerà il primo tangher gitano. Aspettare provoca grandi emozioni e felicità. Anche per godot fu lo stesso.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">5. Un sogno ritorna nelle notti d&#8217;autunno: l&#8217;iconoclasta che fa le valigie va alla stazione e vede passare i treni fino all&#8217;alba del giorno dopo. Poi cancella dalla mente tutte quelle immagini e torna a casa.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">6. Ci prestano il pane e siamo felici. In cambio chiedono i nostri giocattoli. Bonne nuit.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">7. La casa dei fiori ospita anziani stanchi e distratti. Nella piazza i bambini sordomuti sorvegliano la gara dei ciclisti. Le spade del lanciatore di coltelli sono a riposo. A pochi passi il circo e il gioco dei quattro cantoni.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">8. Le valigie sono aperte sul banco dell&#8217;hotel. Si respira ari spessa. Il caldo è il fuoco dei carboni ardenti posti a faro prima della battaglia invernale. Ci siamo. Non abbiamo perso ancora il tram.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">9. I fasti del vecchio governatore nella città assediata sono terminati. Alcuni impiccati. una folla di curiosi. i rivoluzionari sono partiti. Un film del 1934 racconta&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">10. I soldati dormono. A Versaille si sono accampati i vincitori. A Parigi tra le strade della luna c&#8217;è rivoluzione. Gli aristocratici donani parrucche e bracciali. Osserviamo la battaglia nella cittadella assediata.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><em>Troppo presto troppo tardi ma quando il tempo  ?</em></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">1. Siamo partiti e siamo arrivati transitando da un non luogo all&#8217;altro. Ci siamo fermatie poi abbiamo deciso. Cambiamo rotta. Non è possibile transitare da un luogo all&#8217;altro senza conoscere le zone grigie che attraversiamo. Cambiare rotta fa bene. Eccoci qua. Ora aiutateci. Avete promesso e allora mantenete il promesso. Attenzione tra poco a rrivederci. Stiamo arrivando.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">2. Siamo a destinazione osserviamo vagoni di polvere andare tornare occuparsi di altra merce poi polvere e polvere a tratti cenere non siamo nei pressi di un vulcano ci chiediamo dove siamo osiamo chiedere ad altri che non rispondono. Altri vagoni altra polvere o cenere Chissà dove si nasconde, tra tanta polvere &#8211; cenere, la liberta.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">3. Non possiamo dire altro. Ci assediano. Aspettiamo che termini la rivolta. Chissà se questa cartolina vi arriverà.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">4. Pochi venditori di caldarroste. dicono che il fiume è esondato. Forse tra fango e polvere ci sono vittime. Nessuno sa niente di nessuno. Tutti nascondono, nel fondo del cuore, un segreto. Chissà se questo messaggio vi giungerà presto. Qui è in atto una rivolta. Non abbiamo visto nessun cartello arrivando alla stazione ferroviaria. hanno invitato tutti a scendere dal treno e poi in fila avanti. Non sapppiamo. Colpi di tuono. No ! colpi di pistola. Imbuchiamo e via tra il frastuono. Stanno distruggendo la nostra memoria. Minima. Imbuchiamo e via&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">5. Pochi alberi. Terreni incolti. Trame di zolle fresche. Il fiume di fango. Le parole del vento, ascoltiamo, noi refusi umani protetti da una natura benigna. Bussiamo alla porta. nessuno risponde. Bussiamo ancora. Silenzio. Ma vi è luce all&#8217;interno si scorge dalle persiane. Ci sediamo sui bagagli apriranno&#8230;.Da qui per un altro posto non crediamo sia la stessa cosa&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">6. Il flipper colorato, le luci della piazza e in attesa vi salutiamo tra una cascata di coriandoli e le maschere che siedono al bar nella piazza prima degli  ultimi fuochi. Scappiamo lontano da una forra di musica assordante prima dell&#8217;ultimo spettacolo senza prosa.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">7. Visita fuori città alle rovine di appena ieri.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">8. La solitudine delle assenze incomprensibili, perchè la scomparsa suscita tanto dolore. Hiroscima Nagasaky.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">9. I sintomi sono lievi. Freddo e neve. Un paesaggio che gela le corde vocali. Aspettiamo nella tundra celeste un suono di campane. Ci meravigliano in voli stormi lieti di aironi. Un giorno fatto di saldi e solite nostalgie. Ma qui è fupri luogo attendere il saluto delle madro scomparse da tempo. E&#8217; lecito osservare nel cielo e dalle nuvole trarre un volto simile ai nostri caduti civili. Il cielo è in terra e in ogni sistema di respiro.l&#8217;azzurro del cuore è in ogni luogo. Ferma la voce, ferma l&#8217;interrogarzione dei supertiti. Sostimao alle rovine ancora per poco. tutto è simile a polvere e fumi. </span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">10. Forse la luna, fisica mentale operosa di gioia spiritosa, esclusiva, innamorata di pochi, a pochissimi si concede per vannità, logica astrattezza sintomi di giochi che i più non percepiscono nel vacuo gioco delle ultime apparizioni da protagonisti. I vitelli si aspettano una nuova disfatta anche i cani e le talpe. Giocare giocare giocare preferiamo guardare il colore del mare !  </span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Giuseppe Lagrasta</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2189/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2189&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/10/2189/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Italo Calvino, Il Sillabario, a cura di Giuseppe Lagrasta</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/01/sillabario-calviniano-di-giuseppe-lagrasta/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/01/sillabario-calviniano-di-giuseppe-lagrasta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 11:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2152</guid>
		<description><![CDATA[ Italo Calvino, Il Sillabario a cura di Giuseppe Lagrasta  Apprendimento (continuo):  il concetto di apprendimento continuo espresso dallo scrittore ligure contiene una valenza pedagogica sorprendente. Finalmente un grande scrittore propone un atteggiamento esplorativo rispetto al reale. L’apprendimento continuo ne rappresenta la &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/01/sillabario-calviniano-di-giuseppe-lagrasta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2152&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;"> Italo Calvino, Il Sillabario </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">a cura di Giuseppe Lagrasta</span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"> </span><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">Apprendimento (continuo)<span style="font-size:small;">:</span></span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"> </span></span></span><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;">i</span>l concetto di apprendimento continuo espresso dallo scrittore ligure contiene una valenza pedagogica sorprendente. Finalmente un grande scrittore propone un atteggiamento esplorativo rispetto al reale. L’apprendimento continuo ne rappresenta la pura espressione formativa. Per mezzo dell’esplorazione interiore si conquista la libertà interiore; la geografia delle proprie motivazioni interiori si costruisce con l’apprendimento continuo per tutto il corso della vita. E Italo Calvino ne è profondamente consapevole.  Ne Le città invisibili lo scrittore ligure costruisce un romanzo di formazione in cui rappresenta, attraverso la metafora del viaggio il vocabolario di una educazione sentimentale strettamente connessa alla geografia interiore di Marco Polo ricordando, con l’attraversamento delle diversificate città, tutti i sentimenti, le emozioni, le storie e gli incontri fatti da Marco. Invece, Kublai Khan rappresenta la figura del maieuta che sa ascoltare, sa riflettere, conduce il dialogo ma a tratti ne lascia la libertà all’interlocutore.  Ben sapendo, che le risorse emotive di Marco rispecchiano il suo apprendimento continuo.  Il testo narrativo de “Le città invisibili “ indica il diario autobiografico descrive l’avventura di un giovane veneziano approdato in Asia Centrale, nel sud – est asiatico e in Cina.  Così come è un tempo è accaduto a Calvino di andare in viaggio a New York oppure di visitare la Russia. Attraverso l’apprendimento continuo ogni scrittore ha la possibilità di descrivere attraverso la scrittura diaristica oppure per mezzo di un taccuino di appunti l’esperienza di un viaggio sia reale che immaginario;</span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">attraversamento: </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">l&#8217;immaginario e lo spaesamento, la conoscenza e la dissolvenza, la perdita, il bisogno di esistere, l&#8217;interiorità che cerca il suo doppio,  la dimensione critica del pensare che pensa e si allontana dall&#8217;essere per attraversare, per andare verso i confini, sottrarre peso alle frontiere, ampliare i discorsi, le conversazioni, la saggezza che aiuta il pensare; insieme, lettore e scrittore si attraversano; il paesaggio è fatto di parole, di suoni, immagini, colori; si attiva così la cartellina dei cinque sensi tanto cara a calvino e il sesto senso così si innerva al piacere di leggere facendo scorgere la creatività. In questo senso, il maestro Calvino è stato assertivo, ha signifcato, mediante le Lezioni Americane il senso vero della pedagogia dell&#8217;immaginazione. E il sottrarre pso vuol dire questo; annullare l&#8217;opacità nella condivisioone degli spazi culturali e dare sostanza alòle strategie sia del piacere di leggere che del piacere di creare.    </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">commento:</span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">lasciamo avviare la narrazione di stile calviniano. Inizialmente nessun commento o voce fuori campo. Solo descrizioni di descrizioni. Poi, l&#8217;articolazione della trama, l&#8217;avvicendarsi degli eventi richiede una moltiplicazione di emozioni e sensazioni. Come ? La voce fuori campo appare discreta, invisibili, quasi a portare una lieta notizia: ma pian piano le asserzioni della voce fuori campo cominciano a far notare il loro peso. le contraddizioni, i passaggi, le molteplicità emotive, le suppellettili dei punti di vista, la scrittura che si fa sguardo, immagine, cacciatore di immagini rare e mpolteplici, Calvino. Sì, non c&#8217;è gioco che non lasci traccia e negli scritti claviniani la voce fuori campo rappresenta la linfa di una nuova dinamica innovativa. Concerto strumenyale, orchestra, silenzio, movimento, percezione del senso e poi il laico nulla.  </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">dimidiamento:</span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">Per il tema del dimidiamento nelle opere di Italo Calvino, confronta  la trilogia de “I nostri antenati”, Ne “il visconte dimezzato”, vi è una affermazione in cui si elogia il dimidiamento: “questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza”.   Il dimidiamento anche se arreca l’incompletezza ovvero l’incompiutezza umana che è insita in ogni essere, viene considerata da Calvino come un elogio. Tale aspetto si consolida sempre più  nella descrizione degli elementi del male e del bene che caratterizzano l’uomo nella beltà e nella ferocia. </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">distanza: </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">derminazione di senso tra spazio, memoria e luoghi delle autobiografie tra realismo magico e mondo fantastico. Amliando il discorso sulla scrittura calviniana osserviamo che il concetto di &lt;&lt;distanza&gt;&gt; è utile per percepire l&#8217;altro da sè, il nome e cognome dell&#8217;esistente; per altre vie però, si perviene ad esitare sulla definizione di concetto di distanza in Italo calvino perchè tale concetto nella trilogia de &#8220;i nostri antenati&#8221; risulta fondamentale sia per esprimere indifferenze per l&#8217;umano, tedio per l&#8217;esistere sia per porre in gioco le manifestazione dell&#8217;amore, del desiderio dell&#8217;amicizia della ricerca di senso e significato rispetto al mondo, alla natura alle personee agli oggetti. </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">entropia (reticolare): </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">La narrazione calviniana, In effetti, si occupa  di entropia reticolare, dove i reticoli, sono gli specchi in cui si specchi l’essere umano, moltiplicandosi, a sua volta, in altre ennesime figure provenienti da altri specchi. Si confronti il capitolo sesto di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”  (1979) in cui il protagonista afferma: “a questo punto il racconto potrebbe ricordare che le virtù degli specchi di cui discettano i libri antichi comprendono quella  di  mostrare le cose vicine e lontane”. L’uomo poi viene rinchiuso nella sua stanza catoptrica e in quel luogo di follia espia la sua scelta: le pareti di specchio rinviano molte volte la sua immagine, confondendosi nella sua vera immagine – identità.  La problematicità che scaturisce da questa perdita, conduce il protagonista alla frantumazione dell’identità in mille rivoli di dis – senso; le occasioni di una riconciliazione con il proprio “io” non ci sarà; dopo questa dissociazione frammentaria, il vuoto. </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">identità: (conoscenza e)</span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;"> Il mondo di Palomar è un mondo tutto interiore e dedicato all’esplorazione continua della propria identità rispetto alle cose, alle storie e agli eventi del mondo; la cultura della massificazione si sconfigge mediante la conquista della propria identità; l’io è frantumato; i terremoti culturali si susseguono; l’uomo riesce o non riesce a tener testa a questo momento di entropia reticolare ?  In effetti, si tratta, dunque, di entropia reticolare, dove i reticoli, sono gli specchi in cui si specchi l’essere umano, moltiplicandosi, a sua volta, in altre ennesime figure provenienti da altri specchi. Si confronti il capitolo sesto di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”  (1979) in cui il protagonista afferma:”a questo punto il racconto potrebbe ricordare che le virtù degli specchi di cui discettano i libri antichi comprendono quella  di  mostrare le cose vicine e lontane”. L’uomo poi viene rinchiuso nella sua stanza catoptrica e in quel luogo di follia espia la sua scelta: le pareti di specchio rinviano molte volte la sua immagine, confondendosi nella sua vera immagine – identità.  </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">Linguaggio: </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> <span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">il tema della lingua in Calvino è affascinante; tra visibilità e invisibilità, tra dimidiamento e organicità, tra complessità e linearità, tra opacità e solarità, tra pulviscolare e trasparenza la scrittura diviene disolvenza mimentica, appropriazione di senso e di significato tra immediatezza e riflessione. Non c&#8217;è spazio per la prolissità e per la retprica spicciola; le cifre simboliche calvinioane si muovono all&#8217;interno di una foresta &#8211; radice &#8211; labirinto di segni, di mappe inconsuete, una scrittura alta di rara e spiccata bellezza. </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">memoria: </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">è per lo scrittore ligure un codice, il dna di uno scrittore, di una vera persona, di un cittadino attivo che vive la sua identità. memoria civile, quale capacità dello scrittore per sconfiggere il realismo stereotipato ed entra nel mondo della lotta e della battaglia continui. per lo scrittore Calvino la memoria rappresenta lo spazio perosnale, collettivo e sociale da esplorare in modo continuo. la costruzione dell&#8217;identità dei personaggi calviniani scaturisce dalla grammatica dell&#8217;esperienza sociale. La Storia, le storie, gli intrecci e le trame </span><span style="font-family:Times New Roman;">si integrano con le soggettività e le esperienze interiori sia </span><span style="font-family:Times New Roman;"> politiche che civili  dei personaggi; lo spazio della narrazione si vivifica e il tempo scorre tra una moltitudine di silenzi siderei, colori, opacità, fantasmi e magìe. Tutto il visibile viene attraversato dall&#8217;invisibile e l&#8217;invisibile si fa scudo del visibile; le frantiumazioni del reale si contraggono e si espandono tar mondo scritto e mondo non scritto. La narrativa diveie specchio dello specchio, racconto nel racconto come nel romanzo </span><span style="font-family:Times New Roman;">Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore</span><span style="font-family:Times New Roman;">(1979) </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">perplessità: </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">la scrittura di Calvino, nitida, decisa, precisa ed esatta rompe con gli schemi e gli stilemi descrittivi di tanta  letteratura sia nazionale che internazionale. l&#8217;icasticità montaliana ne è il modello trasformato in narrazione e prosa; non ci sono pause, soste inflessioni; la lingua (il lingiaggio ?)  morde, asciutto e nervoso, tiene nella rete delle parole fredde e distaccate (mondo scritto, s&#8217;intende)  quegli effetti di straniamento che ammaliano il lettore e lo definiscono. </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">pulviscolo: </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">il termine si addice alla narrazione che si addensa e si traspare dalla luce verso l&#8217;opaco e dall&#8217;opaco va verso la luce. Il lettore riflette, deve riflettere sulla teoria pulviscolare di Calvino e sugli eventi che la raccontano. la scrittura combatte l&#8217;opacitò del mondo, la perdita di memora civile cultura politica e storica; ilpulviscolare s&#8217;addensa, rende tutto sporco e ingannevole, i dati di realtà vengono letteralmente perquisiti. da qui al gradire il romanzo noir dei nostri tempi il passo e breve. E lo scrittore ci insegna che occore diffidare dai tanti stereotipi.  </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">romanzo (formazione di):</span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">il “Bildungsroman”, tradotto principalmente con la definizione di “romanzo di formazione”, è rappresentato come genere letterario nella letteratura tedesca, che si riferisce a una congerie di romanzi che hanno come obiettivo di riferirsi al romanzo di Goethe <a href="http://users.unimi.it/lettted/sub/prosa/Bild_Goethe.html"><span style="color:#3366ff;">Wilhelm Meisters Lehrjahre</span></a> ch</span><span style="font-family:Times New Roman;">e ne incarna sia il genere letterario che la struttura tematica e il modello narrativo.  Attualmente questa definizione, nel contempo è stata indicata anche per opere di altre letterature nazionali, quali i romanzi francesi, inglesi e italiani. Nel caso di Italo Calvino, i suoi romanzi di formazione possono essere molteplici, ma non per questo, semplici, da definire come “romanzi di formazione”. Nel nostro caso attribuiamo questo genere alla cosiddetta “Trilogia dei nostri Antenati”: Il  visconte dimezzato, Il Barone rampante e “Il Cavaliere inesistente”.</span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">stile:</span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;"> elogio dello stile in Italo calvino sia di tipo sperimentale che di tipo fantastico e realistico. La scrittura di calvino non è mai preformata; lo si vede ad una attenta analisi e lettura della maggior parte dlele opere narrtaive sia del primo Calvino neorealistico che del Calvino grottesco fantastico ed iperreale. Si noti la scrittura dell&#8217;ultimo romanzo di Se una notte di inverno un viaggiatore e la si confronti con Il sentiero dei nidi di ragno. </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">strategia narrativa – chiave: </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">nel contesto della scrittura dello scrittore ligure, ipotizziamo che gli elementi che generalmente ne caratterizzano le strategie narrative sono rappresentate dai seguenti elementi: lo stile indiretto libero, il punto di vista, lo straniamento e la sorpresa, il solipsismo, trascritto nella forma dell’apologo, l’intreccio metanarrativo. Queste strategie consentono al lettore di assaporare direttamente il dipanarsi delle emozioni avvolgenti scaturite dall’applicazione della cartella dei cinque sensi, (tanto cara a Calvino) strategia avvolgente, seducente e poetica; finalmente il lettore “è entrato nella vicenda”. Italo Calvino, &#8211; a nostro avviso – esercita la sua seduzione narrativa &#8211; tra “difficoltà necessitata” e “difficoltà gratuite”.   Cfr. D. Lodge, L’arte della narrativa, Bompiani, Milano 1995, p. VII. Il lettore viene soggiogato da questa “strategia narrativa – chiave” ed  entra nel tunnel della finzione, scoprendo “il gioco del mondo che si specchia nei riflessi del mondo”.  Tra lo scrittore e il lettore scaturisce una “complicità”  intrigante e poco riconoscibile; il gioco del mondo entra nel flusso interiore del lettore, nello spazio abitato dal flusso della sua coscienza; il gioco è fatto; il lettore si appaga della declinazione narrativa dell’autore e lo stesso autore, a sua volta, se ne giova, trascinandolo in derive emotive, cariche di mistero e  di emozioni trascinanti. Il lettore “abita il testo” e ne viene abitato.  La singolare empatia necessita, per durare, di accorgimenti strategici che il narratore deve sempre considerare importanti: la presenza del personaggio, la suspense, la struttura della narrazione, l’attendibilità o inattendibilità del narrante.  Lo scrittore Calvino, ha sempre combattuto, mediante le sue opere, il senso della deriva e del degrado sua della natura che dell’uomo. E’ quasi raro, trovare, nel panorama della scrittura del Novecento italiano, un autore così complesso e articolato nelle sue scelte sia narrative che tematiche. L’attualità delle narrazioni del ligure consiste proprio nell’essere “scrittore di frontiera”, coinvolto nell’analisi delle  tematiche classiche (che hanno  sempre caratterizzato la vita dell’uomo) a quelle più attuali affrontate sempre in prima persona e in dibattiti pubblici. <span style="font-size:x-small;">(cfr. P. Citati</span>, <span style="font-size:x-small;">“Il Punto”, 7 febbraio 1959; “ L’Illustrazione Italiana”, gennaio 1959). </span></span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">Schema: </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">il continuo cambio di rotta ha sempre esaltato la ricerca narratologica dello scrittore ligure che ha effettuato svolte, intrecci, dissonanze tra mondo scritto e mondo non scritto. L&#8217;attenzione alle passioni degli uomini, il rivoltare sottosopra i sentimenti, le gioie e i dolori, le dissonanze della realtà attraverso una dolorosa finzione del reale ha espresso la qualità creativa del nostro. Il irbaltamento della realtà, i sistema dei paradossi in trame descrittive ha valorizzato internazionalmente la fame di Calvino ponendolo ai primi posti del successo tra gli scrittori mondiali. Il sistema calviniano è stato costruito tramite mappe, schemi, descrizioni insistenti. </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">tempo: </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">rappresentazione dell&#8217;opacità esistenziale, inclinazione alla precisone, attività di lotta contro derive ed entropia, sistema strategico per combattere la morte continua dell&#8217;uomo nella sua dimensione terrestre. Collegamento con lo spazio, con i lguoghi della memoria. tempo che va affrontato con coraggio;</span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">zero: rappresentazione della complessità e dell&#8217;unicità, del pieno e del vuoto, della leggerezza e della  pesantezza. Il silenzio, muo, assoluto, abitante del spazio cosmico, senza dio e annullato alla visone dell&#8217;uomo e della donna è lo zero che s&#8217;incammina verso e oltre le montagne di ghiaccio. Zero ormai per chi dorme sulla collina, niente, vuoto, nulla, dismissione dell&#8217;io, incapacità di pensare il pensiero della vita e della sorte. </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;">Giuseppe Lagrasta</span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> </em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;"> </span></em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> </em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em> </em></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Times New Roman;color:#3366ff;"> </span></em></h4>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/critica-letteraria/'>critica letteraria</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2152/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2152&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/11/01/sillabario-calviniano-di-giuseppe-lagrasta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Passeggiando lungo il ruscello, racconto di Matteo Bonadies</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/08/13/2106/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/08/13/2106/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 07:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2106</guid>
		<description><![CDATA[PASSEGGIANDO LUNGO IL RUSCELLO RACCONTO DI MATTEO BONADIES Era un giorno qualunque della primavera del 1944. Era in pieno corso la Seconda Guerra Mondiale. Mariotto e la nonna decisero di andare a fare una passeggiata lungo un ruscello che scorreva &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/08/13/2106/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2106&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">PASSEGGIANDO LUNGO IL RUSCELLO</p>
<p style="text-align:justify;">RACCONTO DI MATTEO BONADIES</p>
<p style="text-align:justify;">Era un giorno qualunque della primavera del 1944. Era in pieno corso la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto e la nonna decisero di andare a fare una passeggiata lungo un ruscello che scorreva da quelle parti.</p>
<p style="text-align:justify;">Abitavano insieme in una cascina di campagna a poche decine di metri dalla ferrovia e a solo un chilometro dalla città.</p>
<p style="text-align:justify;">Erano circa le due e mezzo del pomeriggio e i due, nonna e nipote, si incamminarono attraverso campi e sentieri per raggiungere il ruscello. I campi erano stracolmi di papaveri, l’erba era così alta che il piccolo Mariotto a volte spariva in quel mare variopinto.</p>
<p style="text-align:justify;">La nonna lo teneva ben stretto alla sua mano anche se pericoli, in quella serena campagna, non ve ne erano, ma prevedendo eventuali buche o sassi cercava di evitare che il piccolo cadesse incautamente al suolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel pomeriggio c’era uno strano silenzio, strano e insolito perché, essendo molto vicini ad uno scalo ferroviario, vi erano spesso incursioni aeree da parte dei tedeschi per distruggere rifornimenti che giungevano attraverso la strada ferrata ai nostri militari.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto aveva solo cinque anni e la nonna gli raccontava, strada facendo, alcune storielle frutto della sua fantasia con cui cercava di fargli dimenticare le brutture della guerra.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Mariotto voleva sentire le storie vere, quelle del suo papà, e l’anziana donna gli raccontava che stava al fronte e più volte dovette spiegargli cosa volesse significare quella parola.</p>
<p style="text-align:justify;">Di tanto in tanto arrivavano sue notizie, ma la guerra era lunga e Mariotto cresceva senza il conforto e la presenza di una figura maschile in casa: il suo papà.</p>
<p style="text-align:justify;">Purtroppo si trattava di forza maggiore, bisognava servire la Patria e a casa rimanevano solo gli anziani, le donne e i bambini.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto era un bambino sveglio, intelligente, sempre pronto a fare domande dalle quali si aspettava risposte precise, e se non era convinto continuava a battere sino a che non gli sembrava di aver capito.</p>
<p style="text-align:justify;">La situazione dell’epoca gli sembrava perfettamente chiara: c’era in atto una guerra fra paesi diversi e il suo papà combatteva contro i soldati cattivi, i tedeschi, che erano molto feroci e distruggevano le città bombardandole.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo spiegava anche perché le tante famiglie si erano rifugiate in campagna, per evitare i pericoli continui dei bombardamenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel silenzio, in quel pomeriggio lungo il ruscello, era molto strano. Neanche da lontano si sentivano boati o scoppi di cannoni, né arrivo di bombardieri che sorvolavano il cielo a bassa quota. Eppure era così bello godersi quella pace e tutti i suoni della natura che si risvegliava, che vollero considerarlo come un regalo del buon Dio.</p>
<p style="text-align:justify;">La nonna e Mariotto giunsero al ruscello e li si fermarono incantati a guardare lo scorrere lento e armonioso dell’acqua che lambiva le due sponde.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto lasciò la mano della nonna per avvicinarsi al ruscello. Si spinse sino alla sponda, si gettò per terra e con la manina toccava l’acqua schizzandola qua e là, provandone un immenso piacere.</p>
<p style="text-align:justify;">La nonna, quando si accorse che non c’era alcun pericolo per il piccolo, lo lasciò giocare restando però sempre vigile e attenta ad ogni sua mossa.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli diceva che i soldati cattivi stavano per essere battuti e che la guerra presto sarebbe finita, allora sarebbe tornato il suo papà e con lui sarebbe andato a giocare lungo il ruscello e gli avrebbe raccontato tante storielle.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto già sognava questo grande evento.</p>
<p style="text-align:justify;">Vedeva suo padre tutti i giorni in una fotografia sul comò della camera dove dormivano. Ma lo aveva visto solo poche volte di persona. Una volta in divisa, ma non lo aveva quasi riconosciuto, un’altra volta, tutto lacero e sporco, perché era scampato ad un disastro aereo ed un’altra volta ancora, quando era riuscito a fuggire dalla prigionia, raggiungendo la sua famiglia.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad un tratto, mentre fantasticava, su quel ritorno a casa, il piccolo Mariotto si alzò di scatto perché aveva avvertito un rumore cupo che arrivava da lontano, ma che si stava velocemente avvicinando.</p>
<p style="text-align:justify;">I bambini hanno spesso una sensibilità particolarissima.</p>
<p style="text-align:justify;">Solo un animale avrebbe potuto avvertire quel rumore prima ancora degli altri, come capita quando sta arrivando un terremoto o un evento atmosferico di dimensioni catastrofiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto non badò più a giocare con l’acqua, si aggrappò alla gonna della nonna, si strinse forte alle sue gambe e le disse piangendo: “Nonna ho paura! Stanno arrivando i tedeschi!”.</p>
<p style="text-align:justify;">La nonna non riusciva a capire, pensò di averlo impressionato con quella storia del papà in guerra.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma anche lei dopo un po’ cominciò ad avvertire quel rumore. In un battibaleno spuntarono dal cielo terso, due aerei a bassissima quota, erano due caccia sputavano fuoco dappertutto.</p>
<p style="text-align:justify;">Immediatamente i due si gettarono per terra, la nonna sovrastò completamente il corpicino di Mariotto lasciandogli solo un po’ di spazio per respirare.</p>
<p style="text-align:justify;">Con molta probabilità i piloti avevano visto qualcosa che si muoveva nei campi e tra le canne del ruscello e, convinti che si trattasse di soldati nemici, avevano cominciato a sparare prima di arrivare alla ferrovia, lo vero obiettivo.</p>
<p style="text-align:justify;">Passarono sulle loro teste per tre o quattro volte, sparando senza tregua. Poi fecero una curva nel cielo per tornare a mitragliare nel luogo prefissato.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto ripeteva con la nonna una preghiera che dicevano sempre quando finivano sotto i bombardamenti. Ma quella volta nessuno dei due riusciva più a ricordare le parole. Quei pochi minuti durarono un’eternità.</p>
<p style="text-align:justify;">Proiettili da tutte le parti si incagliavano nel terreno proprio accanto a loro, ma per miracolo, nessuno andò a segno.</p>
<p style="text-align:justify;">Il bersaglio principale, invece, lo scalo ferroviario, fu completamente distrutto. I caccia nemici fecero scoppiare bidoni di benzina e saltare in aria carri carichi di viveri per i soldati italiani.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi di nuovo il silenzio, la pace. Gli aerei si allontanarono. Almeno per quel giorno, non tornarono più.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariotto e la nonna non dimenticarono mai più quella passeggiata in cui, oltre al dono della natura di un giorno primaverile di papaveri e sole, vi fu anche un dono più grande, quella della vita che fu loro risparmiata sotto quella pioggia di fuoco nemica.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/narrativa/'>Narrativa</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2106/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2106&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/08/13/2106/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;amare delle donne di A. R. Belpiede, recensione di P. Polvani</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/11/lamare-delle-donne-di-a-r-belpiede-recensione-di-p-polvani/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/11/lamare-delle-donne-di-a-r-belpiede-recensione-di-p-polvani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 10:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2099</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Amare delle donne e la mappa autobiografica di A. R. Belpiede recensione di Paolo Polvani Con L&#8217;Amare delle donne, edito da Lietocolle, Anna Raffaella Belpiede traccia le coordinate di una mappa autobiografica in cui delimita il perimetro degli affetti, una circumnavigazione &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/11/lamare-delle-donne-di-a-r-belpiede-recensione-di-p-polvani/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2099&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">L&#8217;Amare delle donne e la mappa autobiografica di A. R. Belpiede</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">recensione di Paolo Polvani</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Con L&#8217;Amare delle donne, edito da Lietocolle, Anna Raffaella Belpiede traccia le coordinate di una mappa autobiografica in cui delimita il perimetro degli affetti, una circumnavigazione in mare aperto dei sentimenti, dei legami, delle vicissitudini, condotta con apprezzabile coraggio e invidiabile sincerità.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Vi sono riportate le tappe salienti di una vita, gli incontri e le partenze, mentre in controluce si stagliano le passioni intellettuali, l&#8217;impegno civile.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Il libro si apre con una prefazione poetica, versi dedicati al padre, un padre -amato, rimosso, quasi odiato – secondo la definizione dell&#8217;autrice, testimonianza delle lacerazioni contenute all&#8217;interno di culture contrapposte o comunque in movimento.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Più avanti dichiara: vengo da terre lontane, da antichi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">fardelli, conosco la tortura dei santi&#8230;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">I versi di queste poesie manifestano, già dal titolo della raccolta, una partecipazione attiva, una fase sempre dinamica, in movimento, un&#8217;azione radiante, che sortiscono come effetto immediato il coinvolgimento del lettore.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Così ci si appassiona subito al racconto della scoperta dell&#8217;amore:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">&#8230;l&#8217;annientamento amoroso, e</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">un tempo colmo d&#8217;incontri.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">E la scoperta dolorosa della violenza della morte, e una disperata solitudine, e tuttavia:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Sono rimasta aggrappata a questa vita</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">con ciò che mi hai lasciato.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La lettura risulta appassionante fin dall&#8217;inizio, il dettato poetico non è mediato da alcun artificio letterario, l&#8217;andamento dei testi è diretto, scandito da una lingua concreta, ispirata alla praticità del discorso, finalizzata a contagiare il lettore, a invischiarlo nella stessa trama passionale da cui muove l&#8217;autrice.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Risultano apprezzabili la sincerità e il coraggio di mettersi a nudo, che nella poesia Io</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">raggiungono un apice di consapevolezza:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Doppia, multipla,attraversata</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">da moltitudini caotiche, passionaria</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">attaccata alla terra per non disperdermi</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">l&#8217;anima spinge per uscire dal corpo</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">per sbattermi su non so quali moli.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">E tuttavia la stella polare di queste poesie rimane un ostinato, tenace, pervicace attaccamento alla vita, mostrato sempre nella sua veste dinamica, partecipativa, che insieme al coraggio e alla sincerità costituiscono i tratti salienti anche della personalità dell&#8217;autrice.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Vita</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Godo di ogni tua sfumatura</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">M&#8217;inebrio di ogni tua bellezza</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Quel raggio di sole mattutino</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">M&#8217;irradia di desiderio</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Un sorriso mi rende preziosa l&#8217;esistenza</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Fanciullescamente gioiosa</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Per lo spuntare di un fiore sul balcone</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Ardentemente innamorata di te</span></p>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/recensione/'>recensione</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2099/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2099&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/11/lamare-delle-donne-di-a-r-belpiede-recensione-di-p-polvani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quando la carne è sola, recensione al libro di poesie di Vera Lucia de Oliveira di Paolo Polvani</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/03/quando-la-carne-e-sola-recensione-critica-di-paolo-polvani/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/03/quando-la-carne-e-sola-recensione-critica-di-paolo-polvani/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 07:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
		
		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2092</guid>
		<description><![CDATA[La carne quando è sola recensione di Paolo Polvani all&#8217;ultima raccolta di poesie di Vera Lucia de Oliveira La carne quando è sola è il titolo dell&#8217;ultima raccolta di poesie di Vera Lucia de Oliveira, pubblicata dalla Società editrice fiorentina, e &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/03/quando-la-carne-e-sola-recensione-critica-di-paolo-polvani/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2092&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><em>La carne quando è sola</em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">recensione di Paolo Polvani all&#8217;ultima raccolta di poesie di Vera Lucia de Oliveira</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">La carne quando è sola è il titolo dell&#8217;ultima raccolta di poesie di Vera Lucia de Oliveira, pubblicata dalla Società editrice fiorentina, e vincitrice del premio internazionale di poesia Pietro Alinari. Di questo libro ha scritto Davide Rondoni sul Sole 24 ore: &#8211; Un calvario tra mormorio e grido, pudore e durezza, un&#8217;inchiesta sul morire di una persona cara. Qui, scrive il bravo studioso e poeta Alessandro Polcri, si sente “il grado zero della speranza”. Paolo Valesio scrive nella premessa al libro: &#8211; La de Oliveira osa scrivere un canzoniere d&#8217;amore, anche se di tipo particolare, un amore coniugato con la malattia e la sofferenza, connesso ai due poli della nascita e della vecchiaia, e che si esprime a volte attraverso una soggettività maschile -. Nel presentare i versi Alessio Brandolini scrive: &#8211; E&#8217; una storia in versi, un flusso intensissimo di grumi narrativi che tracciano un mondo particolare, con i suoi luoghi e personaggi, convinzioni e speranze.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">A parlare sono i tanti protagonisti di queste vicende, con le loro paure e manie, uomini e donne, anziani e malati. Non si sa di che parte del pianeta, in che tempo storico. &#8211; L&#8217;intera raccolta muove da una domanda: cosa si sa del dolore ? E ogni singola voce ne individua una personale declinazione, ne illumina una sfaccettatura, la pone dalla sua ristretta angolazione. Ne deriva una coralità drammatica, una moltitudine di piccole voci ognuna impigliata dentro una privata sofferenza. La poesia sottolinea l&#8217;umanità di queste voci, la comune appartenenza, l&#8217;identico mondo all&#8217;interno del quale ci muoviamo, quella che spinge a dire: quanto era bello il mare azzurro d&#8217;estate il vento/fra i corridoi il bianco nelle case illuminate dal sole/poi ho visto le cose sformarsi e mettersi a soffrire/come se si fossero pentite della loro felicità/. Si rinnova l&#8217;accorata delusione che sorge dalla constatazione del dolore, la necessità di affrontare il mondo armati di corazza, la paura scoperta da bambini che non ci abbandona crescendo: ma l&#8217;anima aveva paura di tutto e tutto era/pronto a ferirla/. Sorgente di dolore si scopre anche l&#8217;amore: &#8211; perché Dio me l&#8217;avrà messo nel cuore ? &#8211; Il dolore dei vecchi: il dolore di non poter più essere amati&#8230;e quello dell&#8217;attesa: aveva atteso per ore il telefono non aveva suonato&#8230;Come scrive Vincenzo Guarracino a proposito di una precedente raccolta, &#8211; Ci troviamo di fronte a una concezione molto personale del valore catartico e salvifico del linguaggio, di un linguaggio proteso sull&#8217;abisso e tutto fatto di parole minuscole, di dimessa quotidianità e devozione al male luminoso della vita, al deposito buio capace di tramutarsi in flusso di canto. &#8211; il poeta Sandro Penna girava per le strade alla ricerca di Dio annusava ogni cosa guardava era capace di vedere quello che gli altri non vedevano che colpa ha avuto alla fine se Dio aveva deciso di nascondersi nei corpi di quei poveretti infelici quell&#8217;Ernesto ebreo mandato a morire ad Auschwitz ?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Paolo Polvani</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2092/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2092&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/07/03/quando-la-carne-e-sola-recensione-critica-di-paolo-polvani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Apologhi Palomariani di G. Lagrasta</title>
		<link>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/06/09/apologhi-palomariani-di-g-lagrasta/</link>
		<comments>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/06/09/apologhi-palomariani-di-g-lagrasta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 16:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glagrasta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lascritturameridiana.wordpress.com/?p=2083</guid>
		<description><![CDATA[Apologhi Palomariani  di Giuseppe Lagrasta &#8220;Il mio lavoro di scrittore è stato teso fin dagli inizi a inseguire il fulmineo percorso dei circuiti mentali che catturano e collegano punti lontani dello spazio e del tempo. Nella mia predilezione per l&#8217;avventura e la fiaba &#8230; <a href="http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/06/09/apologhi-palomariani-di-g-lagrasta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2083&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Apologhi Palomariani  di Giuseppe Lagrasta</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#3366ff;">&#8220;Il mio lavoro di scrittore è stato teso fin dagli inizi a inseguire il fulmineo percorso dei circuiti mentali che catturano e collegano punti lontani dello spazio e del tempo. Nella mia predilezione per l&#8217;avventura e la fiaba cercavo sempre l&#8217;equivalente d&#8217;una energia interiore, d&#8217;un movimento della mente&#8221;. (Italo Calvino)</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">I</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Siamo scrittura e parola, immagine e suoni, colori e nostalgie. Siamo luce e buio, oscurità e veleni, luce e mattino, alba ai vetri, adolescenza e infanzia negata, siamo perdenti, vincenti, inutili e preziosi, perle e vetro, ferro e acciaio, silenzio e grida inascoltate, parole fatte a macchina, dislessia della luna, matrice di colore, disumanità e malinconia. La parola si perde nel fiato, fiato e parola, lingua salvata dall&#8217;odio degli invidiosi, degli inutili pastori sulla terra. E&#8217; tempo di vacche magre, di passi incerti, si muore sempre di fame: piccoli e adulti, vecchi e adolescenti, risposte irrisolte. Palomar tristezza piena di grazia che sul far della sera attendi le risposte dell&#8217;oracolo. Ma l&#8217;oracolo, purtroppo, non sa i nomi, non sa chi è stato. Approderete al nulla, ad un tratto, disse l&#8217;oracolo, dopo aver imparato e atteso ad imparare ad essere morti&#8230;da vivi. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">II</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Siamo il veleno di noi stessi e viviamo il senso della perdita in un lago di sogni e catastrofi di pensieri; dolenti, sopportiamo il senso insopportabile che procura la nostalgia per la scomparsa. Allora, la scrittura, invera. Allude a piccole resilienti determinazioni e indeterminazioni della volontà, sempre cieca del sole. Gli animali, apparentati tra loro, giocano al gioco del fare tribù. I veleni nel sangue appartengono alla vita stessa delsangue&#8230;nessuno potrà mai nuovamente adoprarlo. Ciclamini, primavere, risolini da clown &#8211; come osservate &#8211; nessun dio perdona. Solo i folli sanno  amare sino alle radici profonde dei sogni.  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">III</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Perchè, inutilmente, il nostro essere tenta di punteggiare chi siamo stati e cosa abbiamo realizzato…la luce e il buio si nascondono dietro la quiete provocata dalla tempesta. E gli dèi ? Il dolore scaturito dal consumarsi fiero del tempo, certo, avrà sempre ragioni da vendere. Il tempo è cinico, è vincente, se ne infischia dei diari, delle scritture, delle ricerche interiori che le esistenze operano per essere, per sentirsi vivere e per sopravvivere&#8230;. </span><span style="color:#3366ff;">Ma il tempo è indolente, cinico, ironico e sarcastico, visualizza le iconosclastie, gioca con le dissoluzioni causate dall&#8217;entropia: il tempo è anche amore, ma è distanza, contusione, conclusione di un silenzio senza vita. Il tempo, cinico e entropico avviluppa i suoi nemici in una rete di pulviscoli stellari per vincere (in poco tempo) il tempo dell’eternità.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">IV</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Il tempo non ha ossigeno per le carni rappresentate dalla maschere. Il tempo è senza colori. Palomar pensa a Monsieur Teste, alla sua voce senza voce , al senso ultimo che egli affidava alle cose, alle emozioni, alle stagioni del tempo della vita ma anche alle stagione della morte. </span><span style="color:#3366ff;">Palomar, senza colori e senza voce, abita lentamente le infanzie e le solitudini, poi la vecchiaia e il tempo che ricomincia a vincere sulla morte. Ebbene, Palomar muore e la morte muore e il tempo vince la morte della morte. Monsieur teste pensa alla sua morte e la ritiene dolente, insulsa, e comincia a vivere controvoglia.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">V</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">La morte muore mediante ogni essere umano e animale mentre il gioco del tempo del tempo, inesistente, dimezzato e rampicante gioca con la paura di vivere e la paura di morire. Sotto una campana di vetro &#8211; diceva Sylvia Plath &#8211; voglio vivere e morire in una campana di vetro. Ma non è vero. nessuno desidera perdersi nei meandri del silenzio assoluto e del nulla senza aver percepito l&#8217;essere esistente che si esistenzializza e si umanizza nell&#8217;essere per la vita. Umanizzarsi nell&#8217;umano per essere umano e uomo per essere persona e percepire che il vivere si esistenzializza attraverso l&#8217;essere che si fa parola, immagine cristallina, pura, trasparente, come la parola tersa di Italo Calvino.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">VI  </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">L&#8217;essere esiste solo se c&#8217;è &lt;&lt;riconoscimento&gt;&gt;. Il conoscimento dell&#8217;inesistente è importante perchè attraversa l&#8217;esistenza della persona e combatte l&#8217;eterno vuoto, involucro gelido che la consuma, continuamente. Il ri &#8211; conoscimento apre sentieri per la vita e per l&#8217;essere umano che resiste e rompe con il cieco &lt;&lt;inesistere&gt;&gt;. Combattiamo contro l&#8217;inesistere che gli altri vogliono e desiderano fortemente. Il cavaliere inesistente di Calvino combatte contro l&#8217;entropia del disordine dell&#8217;inesistere. L&#8217;inesistere possiede le sue orme, le sue tracce, il suo dolore, le maschere del Cottolengo, i morti giovani soldati nelle guerre, gli oscuri avvoltoi che minacciano il vivere quieto dei giovani e della loro luce. L&#8217;entropia dell&#8217;inesistere va combattutta con la paideia, con l&#8217;educazione e la formazione: cambattere il calco vuoto e riempire di senso e di significato quella mente vuota che si nasconde sotto la celata del cavaliere inesistente: vuota. Sicuramente aiuta a combattere il nichilismo. Non è possibile accettare la legge dell&#8217;inesistere per far vincere l&#8217;inesistenza dell&#8217;essere sul palcoscenico delle false iconoclastie. False iconosclastie, e Italo Calvino ha combattuto &lt;&lt;le false iconoclastie&gt;&gt; per vincere contro i desideri collettivi dell&#8217;inesistere e dell&#8217;entropia.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">VII</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Scriversi per arroccasrsi dietro false immagini e diplomazie. L&#8217;interiorità non ha colori nè suoni. Muta si arricchisce del profumo della vita degli uomnini delle donne e degli dèi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">VIII</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Le opere dei giorni si incarnano ai sorrisi degli orizzonti, Non il vuoto delle circostanze a poter definire un destino, l&#8217;isola di terra che lo accoglierà, il vento e le foglie che daranno a lui carezze. Contare sulle definizioni di pulviscolo, di entropia, di spade luciccanti nel sole ? Non più  isole felici da narrare, non più mortificare che il puro narrare il narrare che non racconta storie di emozioni, di passioni e di ricerche inesplorate del dolore che non sa dove trovare fissa dimora. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">IX</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Il tempo del tempo non conosce pause nè a requie; l&#8217;esplorazione del silenzio diviene sempre più diffficile; un rumore e dei sussurri impercettibili nascondono i desideri impalpabili delle ombre del tempo del tempo; tutto è difficile; scriversi,, narrarsi, abirìtarsi, raccontarsi. L&#8217;impeto delle emozioni non deve trascendere gli stili della memoria personale e collettiva. Andremo come ogni giorni a lenire le difficoltà che il tempo ci dona, andremo accettando la sfida dei mondi difficili (come raccontava il Sig. Palomar), andremo per esplorare orizzonti vasti dove il silenzio e la parola aumentano di consistenza e facilitano la comunicazione umana tra interiorità ed interiorità. Il silenzio, oggi, possiede una luce accecante, è la felicità dell&#8217;inverno, con la sua brina, le sue gelate i suoi intemperanti freddi mattutini. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">X</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Il mondo della luce è un mondo mattiniero come il mondo delle favole e come le storie primigenie.  I mondi del tempo e i mondi dello spazio spesso narrano la luce come fonte primordiale. la luce è felicità, abbandono, desiderio, libertà, concentrazione. Il tempo della luce è speranza, perodno, scoperta del silenzio e dell&#8217;educazione al dono. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">XI</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Troppo silenzio, intorno. Troppo clamore per nulla. Troppo buio. Buio e luce luce e buio circolarità del tempo. Le condizioni umane sono irrepetibili. Ogni persona possiede una sua identità e libertà. La libertà di crescere e di apprendere imparare a vivere e a costruire una libertà nella luce del giorno. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">GIUSEPPE LAGRASTA</span></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;"> </span></p>
<br />Filed under: <a href='http://lascritturameridiana.wordpress.com/category/racconti-brevi/'>Racconti brevi</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lascritturameridiana.wordpress.com/2083/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lascritturameridiana.wordpress.com&amp;blog=8098936&amp;post=2083&amp;subd=lascritturameridiana&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lascritturameridiana.wordpress.com/2011/06/09/apologhi-palomariani-di-g-lagrasta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c1cae4a02fa3472053ecbcda4470ff0?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">glagrasta</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
